Introduzione SA 2012

Casa dell’Ambasciatore

Atelier prof arch. Marc-Henri Collomb

Assistenti arch. PhD Enrico Molteni, arch. Carlotta Fantoni, arch. Stefano Larotonda

Critici invitati arch. Ueli Brauen, prof. Christoph Frank

prova 01

Progetto di una casa fatta di tre case.

ABITARE è una delle questioni cruciali della vita dell’uomo e tema centrale dell’architettura.

Nel primo semestre ABITARE sarà declinato alla scala della vita privata, nel secondo semestre a quella della vita collettiva.

L’Atelier Collomb ha indagato la dimensione privata soprattutto a partire dalla sua stretta relazione con un abitante specifico. Le questioni ergonomiche in questo senso si legano strettamente alle scelte architettoniche, dipendendo da esigenze precise e non generiche. In quest’ottica va anche interpretato il tema della casa dell’ambasciatore.

I modi di abitare di un ambasciatore non sono assimilabili a quelli di un uomo qualunque. Il ruolo istituzionale cui è chiamato gli impone uno stile di vita marcatamente differente. Nello svolgimento delle sue funzioni diplomatiche l’ambasciatore abita spazi non convenzionali, mentre durante la sua vita privata è possibile immaginare una vita quotidiana in spazi più anonimi, scandita dalle attività comuni di un nucleo familiare.

La specificità della casa dell’ambasciatore diviene dunque quella di affrontare, e quindi comprendere, differenti modi di abitare. Una casa dunque che risponde a più modi di abitare, a più funzioni, a una maggior complessità.

Qual è la giornata tipo di un ambasciatore per cominciare? Come si deve comportare?

La vita dell’ambasciatore – nella sua duplice veste pubblica e privata-, quella del suo eventuale ospite e quella del personale di servizio si svolgono sotto allo stesso tetto. Sotto a questo tetto comune le storie di ciascuno degli abitanti si intrecciano e allo stesso tempo si svolgono separatamente.

Percorsi, spazi di incontro e zone nascoste, rumore e viste, ecc: il progetto della casa si muoverà continuamente tra questi differenti livelli, dentro ad una idea, una architettura, una unità, anche molteplice, cui  ciascuno dei progetti dovrà tendere.

Inoltre, tra le questioni che l’Atelier vuole affrontare quella tipologica verrà esaminata a partire  dallo studio della “villa”, come termine opposto alla “casa dentro all’idea di ABITARE privato. L’ambasciata è una villa o la somma di tre case? Tre case fanno una villa? Esiste ancora la” villa”, intesa nella sua tradizione di tipo architettonico, o solo si costruiscono case, piccole, grandi, ecc? In questo senso si affronterà lo studio della Villa utilizzando il modello classico delle ville del cinquecento italiano.

L’ambasciata è infine sempre edificata in terra straniera. In un viaggio virtuale intorno al mondo i progetti delle ambasciate si dovranno collocare dentro a 5 città, in 5 culture, in 5 climi, in 5 condizioni differenti tra loro. A ciascuna di queste condizioni specifiche il progetto dell’ambasciata dovrà trovare un modo di rispondere. Ma l’ambasciata è un edificio svizzero oppure americano, africano, asiatico, europeo? Rappresenta la Svizzera? Oppure è una casa americana, africana, asiatica, europea abitata da un ambasciatore svizzero?